Un biglietto di sola andata per Anversa

La strana  sensazione di prendere un aereo con un biglietto di sola andata… 

Siamo ad Anversa da qualche giorno e nonostante la stanchezza dell’ultimo periodo ci sentiamo carichi per costruire una nuova vita qui, senza abbandonare del tutto i progetti in Italia. Non sappiamo spiegare a parole la sensazione che si prova prendendo un aereo senza data di ritorno: forse il paragone più calzante è proprio quello del volo, è come se ti mancasse la terra sotto i piedi, senti l’adrenalina nelle vene che pompa e che ti tiene su.

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DayOne_La stanchezza dopo il viaggio

Chi ci segue da tempo sa che abbiamo affrontato non poche vicissitudini in questi ultimi mesi e la stanchezza è visibile dalle nostre dirette sul canale IGTV di Instagram

Gioia, paura, senso di smarrimento, felicità e ansia a tratti…Queste sensazioni ci stanno accompagnando, tra una visita di una casa e una richiesta di incontro al Consolato, tra un curriculum e l’altro inviati. Stiamo cercando una casa nella zona del centro storico di Anversa, in particolare in Zuid, dove si respira maggiormente l’anima della città. Lì le case sono più costose rispetto ad altri quartieri, ma abbiamo pensato che per integrarci, dobbiamo vivere realmente la parte più storica di questa città mitteleuropea. Risparmieremo su altre cose.

Anversa ci sta accogliendo nel migliore dei modi, c’è un bellissimo cielo azzurro e si sta molto bene. Stiamo in un piccolo appartamentino all’ottavo piano di un palazzone, nella zona della stazione. Il viaggio con le cinque valigie cariche di vestiti, non è stato semplice e avere un avamposto vicino è stato fondamentale.

Les italiens che vous

Da qualche giorno stiamo parlando solo inglese, al telefono e con le persone che incontriamo. Sappiamo qualche parola di fiammingo e io (Kika), ogni tanto mi sfogo e parlo in francese, una lingua che adoro! I termini in italiano cominciano a diventare obsoleti, ma la cosa più bella di questa situazione è vedere Leone che cambia espressione e drizza le orecchie per ascoltare meglio una lingua a lui sconosciuta. E’ bello sapere che crescerà così, contaminato da tre lingue e da tante culture. La multiculturalità è un valore essenziale che vogliamo insegnare a nostro figlio.

Siamo curiosi delle usanze dei belgi, di quelle degli ebrei ortodossi e di quelle dei mussulmani. Apprenderemo con Leone, il rispetto delle altre culture che sta venendo meno in Italia, sicuramente all’asilo andrà in classe con tanti bambini diversi.

Andiamo avanti giorno per giorno, ci barcameniamo tra mille domande: come faremo con i documenti? Dove andrà all’asilo Leone? E se tutti e due troviamo subito lavoro, come si farà? Dopo tutte queste domande che ci ronzano nel cervello, ci guardiamo ogni sera negli occhi e ci diciamo “Non potevamo fare più di così oggi”…In questa nuova avventura stiamo imparando il valore dell’attesa, la possibilità di dare il massimo e di riconoscere i propri limiti.

L’attesa, quella delle risposte dei proprietari per le case, perché non tutti si fidano di una famiglia in cui nessuno dei due lavora in Belgio.

Diamo il massimo perché stiamo crescendo Leone, cerchiamo di farlo sentire a casa, gli concediamo tutto il tempo necessario e nei ritagli di tempo cerchiamo di fare tutte le altre cose.

Riconosciamo i nostri limiti perché non si può arrivare dappertutto, già essere qui è una vittoria e adesso dobbiamo fare un passo alla volta e come ci ripetiamo costantemente “Dove arriviamo mettiamo il segno e da lì si riparte”.

Stiamo crescendo tutti e tre assieme, ma la cosa che ci piace di più è condividere questa nostra esperienza in rete.

A presto per nuove news.

 

 

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