Tatuaggi: una seconda pelle

I tatuaggi spesso sono considerati come un elemento di decoro, come un accessorio, ma in realtà sono una seconda pelle…

Tatuaggi: un po’ di storia

Non tutti sanno che le radici dei tatuaggi risalgono al 500 a.C. ed oggi le mode li hanno trasformati in una seconda pelle, un secondo vestito, uno scudo o forse un costume di scena, dove il mondo che ci sta intorno, ci etichetta, scruta, guarda e spia la parte più superficiale del nostro essere.

Mi sono avvicinato a questo mondo non ancora maggiorenne a metà degli anni Novanta dove tatuarsi non era ancora “obbligatorio” per essere visti come “fighi” in questa società moderna.

Un mondo stupendo, per assurdo molto più veloce di oggi, dove i soggetti erano meno ricercati nello loro bellezza da “copertina”, ma carichi di significato.

La ricerca del tatuaggio perfetto non esisteva, esisteva la storia del tatuatore, i suoi racconti e le sue avventure che alla fine si incrociavano con le nostre e finivano dritte sotto la nostra pelle. Non si usavano spray anestetici, l’esperienza era intensa, unica e immortale.

Oggi mi sono adattato ai tempi e alle tendenze che ovviamente non cancellano tutti i disegni sul mi corpo, anzi ogni volta, guardandomi il ricordo è impresso in ogni centimetro di pelle.

Difficile quindi cambiare o cancellare il passato perché sarà sempre sotto i nostri occhi, anzi sotto la nostra pelle.

Questa introduzione è un elogio a tutti i tatuatori che esprimono la loro arte, rendendo felici le persone facendole diventare coscienti che, a volte, fatto il passo più lungo della gamba non si può tornare indietro. Vi racconto la storia del mio ultimo tatuaggio.

Tatuaggi: un breve racconto di vita vissuta 

L’appuntamento è per un sabato invernale nel centro di Fano con i fondatori del Cquadro Tattoo. Mi accolgono Giacomo Cascioli e Alberto Campisi, due personaggi unici, artisti a 360 gradi.

Mi potrei perdere a raccontarvi tutta la storia, la visione del mio cervello stravolge le situazioni e inquadra il senso parallelo della vita. Hanno stili completamente diversi e non hanno paura di nulla.

Le loro mani sono veloci come le loro menti, i colori entrano nella pelle come marshmallow mangiati da bimbi di 6 anni.

Non servono molte parole per descrivere un’arte che puoi assaporare dal vivo andandoli a trovare o in rete soffermandovi sulle loro stupende opere che si trovano ovunque.

 

 

Dire tatuatori non basta per far capire a chi è curioso: è arte e la puoi raccontare come più ti piace.

Ovviamente non potevo scappare dal richiamo dell’ago e ho testato sulla mia pelle, o meglio sotto pelle la mano delicata e veloce di questi due “piloti”.

Parlando con loro ho scoperto il background culturale, musicale e sportivo. Per arrivare ad essere tatuatore devi sperimentare, viaggiare e testare l’adrenalina in ogni situazione.

 

 

Giacomo e Alberto sono persone che fanno parte di una tribù, dove ci si confronta e non ci sono limiti.

Il momento prima che l’ago buchi la pelle l’adrenalina sale alle stelle, come quando sali sul palco e ti senti Mirko dei Bee Hive.

Non a caso il mio ultimo tatuaggio è collegato alla musica ed è posizionato da dove le note nascono e arrivano al cuore delle persone.

 

 

Vi è venuta voglia di farvi un tatuaggio? Che sia un ritratto, old school, new school, realistico o tribale Giacomo e Alberto renderanno concreta la vostra idea e tornerete a casa riguardando un momento della vostra vita che non scomparirà mai.

 

Lascia un commento