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Migranti 2.0: una valigia piena di gratta e vinci

Migranti, una parola che significa per noi qualcuno che arriva nel nostro territorio. E se i migranti fossimo noi? Si, siamo proprio noi con una valigia piena di gratta e vinci, speranza e determinazione.

Sono passati decenni dai flussi migratori dei nostri avi, ma sembra di tornare indietro nel tempo. Mia nonna racconta sempre la storia di Ginesio, mio bisnonno che un giorno si imbarcò sulla nave Europa per cercare fortuna in America. La valigia era di cartone con pochi vestiti, oggi la nostra è di plastica colma di vestiti e di…GRATTA e VINCI, per sfidare la sorte fino in fondo, ma la speranza è la stessa.

 

Migranti 2.0: la meta

Da qualche mese abbiamo preso la decisione di trasferirci in Belgio, precisamente ad Anversa, perché è una città europea a misura di bambino. Erano anni, sin da quando ci siamo conosciuti, che pensavamo ad un nostro destino lontano dal luogo dove viviamo ora. Una nostra amica ci ha parlato di questa città e di come si vive lì, siamo andati a vedere e ci siamo innamorati dell’atmosfera.

Migranti 2.0: il perché e il per come

Non è una fuga, perché viviamo in una città stupenda, Senigallia, immersa in un territorio che non si finisce mai di conoscere, le Marche. Amo la mia terra e me la porterò nel cuore, continuerò a scrivere di lei, delle sue colline e dei suoi borghi, parlerò di questi luoghi a tutti per far conoscere la bellezza. Allora perché andarsene?

La motivazione è più profonda, rincorriamo un sogno e vogliamo ampliare i nostri progetti. La nostra generazione, quella degli anni Ottanta, cresciuta sotto una campana di vetro adesso si ritrova attonita ad osservare un’Italia che cade sempre più giù.

Laureati, operai, disoccupati, precari…siamo tutti uguali, tutti sul filo del rasoio. Un paese in cui le aspettative sono sempre più basse, il pensiero costante ad ogni Capodanno è sempre lo stesso: “Speriamo di avere ancora il lavoro il prossimo anno”. Noi vogliamo dare una svolta a questo e pensare più in grande, pensando a progetti internazionali.

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La scialuppa di salvataggio

Arranchiamo e facciamo fronte ai cambiamenti belli o brutti che siano. E mi risuona in testa “Comodo, ma come dire poca soddisfazione”, una frase di Giovanni Lindo Ferretti che mi fa pensare alla mia situazione: figlia unica nata in una famiglia medio-borghese di sinistra, con un padre che avrebbe voluto per me un posto fisso e una madre che mi vedeva insegnante di storia dell’arte.

Per quanto riguarda Mattee, la storia è diversa, lui milanese trasferitosi da dieci anni nelle Marche, ha rinunciato tempo fa alla sua passione per la musica perché in Italia non è considerata un mestiere. Ha bisogno di tornare a sognare.

“Voglio ciò che mi spetta, lo voglio perché è mio m’aspetta”, una frase che scava come un martello pneumatico. Riflessioni e pensieri condivisi tra me e Mattee che sono diventati reali e, dopo la nascita di Leone, abbiamo deciso di affrontare questo cambiamento di vita.

Una vita meno condizionata dalle logiche italiane, arrivando a fine mese sempre con l’acqua alla gola sentendo sempre la frase “Ma tanto ci sono i vostri genitori che vi aiutano”, è devastante sentirselo ripete in continuazione dopo i 35 anni. Quindi, invertiamo la situazione e ci rimbocchiamo le maniche, creando un ponte tra l’Italia e il Belgio.

Migranti 2.0: follia calcolata 

Ci prendono per pazzi, dicono che stiamo facendo un salto nel vuoto, ma preferiamo tentare e giocarci le nostre ultime carte che guardarci con occhi pieni di rimpianto per non aver avuto il coraggio. Siamo certi che Leone ci ringrazierà e sarà libero, se vuole, di ritornare in Italia.

Per trasferirsi con un bambino così piccolo senza niente di certo dall’altra parte, ci vuole un mix di coraggio, follia calcolata, fiducia nel futuro e in sé stessi.

Non è facile quello che stiamo vivendo, tra emozioni forti, alti e bassi: la nostra casa è piena di scatoloni, ci siamo venduti due macchine, un armadio, uno scooter e molto altro per racimolare un budget minimo che per noi rappresenta la base per una nuova vita.

Stiamo realizzando un sogno, siamo pieni di adrenalina, siamo carichi di speranza. E abbiamo tante idee, progetti da sviluppare tra Italia e Belgio tra arte, turismo e moda! Stiamo grattando via la patina opaca dalla nostra vita, come si fa con un gratta e vinci, vediamo cosa c’è sotto…Per questo abbiamo chiesto a parenti e amici un gratta e vinci!

Speriamo con questo post di aver dato coraggio a chi, come noi, si sente bloccato in questa realtà italiana ed ha bisogno di guardare altrove. Tentate, sognate e partite. Dall’altra parte ci sarà qualcosa di buono che vi attende!

 

Les italiens chez vous

 

 

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